28.4.06

Bologna. Mensa troppo cara, universitari in piazza

LA PROTESTA

Mensa troppo cara, universitari in piazza
Un raid a 'Lettere'

La Rete Universitaria ha manifestato disappunto per l'accusa di eversione a carico di alcuni 'compagni' che si erano scagliati contro le mense troppo care. Bloccato il lettore di badge della Facoltà di Lettere

Bologna, 27 aprile 2006 - Hanno mandato Mario Precario vestito da Pm in mensa a consegnare "l'avviso della conclusione delle indagini preliminari", mangiato un piatto di pasta, bevuto un bicchiere di vino in piazza Puntoni e poi sono rimasti li' ad ascoltare la musica diffusa da un grande amplificatore. Gli studenti della Rete universitaria dell'Ateneo di Bologna hanno manifestato cosi' oggi verso le 14 in via Zamboni il loro disappunto per l'accusa di eversione a carico di alcuni dei "compagni".

Il documento, passato dalle mani di Mario Precario a quelle del responsabile della mensa dell'Arstud (Azienda regionale per il diritto allo studio) se la prende con l'azienda che gestisce la mensa "piu' cara d'Italia", che "sfrutta i dipendenti e li maltratta", che "gestisce altri servizi compromettenti, come il Cpt (Centro di permanenza temporanea).

All'Arstud manda a dire che "lo studio non lo garantisce" che "esternalizza servizi ai privati" che "permette agli studenti di ospitare qualcuno negli studentati solo se si pagano 30 euro a notte". Ma ce n'e' pure per l'Universita' che "fa repressione contro le lotte studentesche" e ovviamente per la Procura di Bologna "che ha criminalizzato cinque azioni di riappropriazione diretta di precari e studenti con l'aggravante dell'eversione".

Gli studenti della Rete universitaria bloccano il lettore dei badge attivo alla Facolta' di Lettere, il cosiddetto "36" di via Zamboni. Finito il pranzo in piazza Puntoni e i balli a suon di musica, gli studenti della Rete universitaria e alcuni simpatizzanti, con un piccolo raid, hanno bloccato il nuovo lettore badge della storica biblioteca di Lettere. Il "36" che e' anche sala studio, da qualche tempo non e' piu' accessibile a tutti gli studenti dell'Universita', ma solo a quelli iscritti a Lettere, Scienze della Formazione, Lingue e Beni Culturali. In piu' ci possono entrare altri 40 studenti al giorno che pero' ricevono un badge temporaneo in cambio del documento d'identita'.

Niente accesso, invece, per gli iscritti alle lauree specialistiche e alle Ssis, pure se, per quelli della Rete "i testi di quella biblioteca sono interdisciplinari e utili a tanti". Il blocco, dunque, non va giu' alla Rete anche perche' il 36, occupato una miriade di volte, autogestito negli anni '90, non e' solo una sala studio ma "un luogo di aggregazione".

Senza contare che l'introduzione del lettore badge viene interpretato come un "meccanismo di controllo di chi entra e chi esce" che la Rete non puo' approvare.

La protesta in Piazza Puntoni contro il caro-mensa

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